Recensione Prometheus

Ridley Scott questa volta mi ha proprio deluso, e si che non mi aspettavo molto da questo film. La pellicola è a dir poco inconcludente, la trama è piena di buchi, sviluppata in maniera tale da porre seri quesiti sull’utilità di questo film. Si salvano solo alcune scene dal carattere epico (soprattutto grazie alla grafica computerizzata e agli effetti speciali di prim’ordine), per il resto il film è un’accozzaglia di scene horror mal riuscite e sermoni filosofici che non riescono a dare un senso al tutto. Oltre a questo abbiamo una colonna sonora che raramente riesce a coinvolgere risultando addirittura eccessiva in alcuni punti. Il cast poi… Davvero pessima l’attrice Noomi Rapace/ Elisabeth Shaw,  che non riesce da dare un carattere al personaggio restando sempre anonima se non addirittura fastidiosa, niente in confronto alla magnifica Ripley (Sigourney Weaver) di Alien. Da salvare solo Fassbender nei panni dell’androide (gli androidi riescono sempre bene a Scott ) che gioca molto sulla non umanità del personaggio (da notare la sua fissazione con Lawrence d’Arabia), e il capitano della nave Idris Elba. Sicuramente una scena rimarrà nella memoria dopo ave visto questo film (nel bene e nel male), il parto cesareo auto-effettuato attraverso una futuristica macchina per gli interventi chirurgici,  che fa nascere una specie di calamaro molto simpatico. Rimane solo una cosa, la scena finale, non la commento neanche, una delle cose più inutili che io abbia visto al cinema. Inconcludente....

Il ponte ologrammi si avvcina alla realtà?

Avevamo già parlato dell’hypospray e del raggio traente, adesso grazie a Microsoft potremmo avere una nuova tecnologia gia vista in Star Trek. Infatti la casa di Redmond ha da poco brevettato una nuova tecnologia che ricorda molto da vicino quella usata da Picard e il resto dell’equipaggio dell’Enterprise D. Questa nuova periferica progettata per l’Xbox, lavorando in sinergia con il kinect, sarà in grado di mappare la stanza dove ci troviamo e proiettare immagini sui muri, tenendo conto di profondità e della prospettiva, degli oggetti presenti e regolando di conseguenza l’area di gioco. In uno sparatutto ad esempio sarà sufficiente girarsi per vedere cosa abbiamo dietro, se amici o nemici. Le idee sono virtualmente infinite, resta solo da vedere se gli ingegneri riusciranno a mettere in pratica questo piano o se resterà uno dei tanti brevetti...

Arrowhead: Signal

Direttamente dall’Australia arriva un nuovo interessante progetto: Arrowhead. Il giovane regista Jesse O’Brian ha deciso di aprire una campagna di raccolta fondi per finanziare un lungometraggio di fantascienza, e, quale miglior modo per farlo se non con un corto che ne illustri le potenzialità. Da questo è nato Arrowhead: Signal. Il film parlerà di Kye, mercenario fuggito da una prigione e, dopo aver accettato una missione di recupero ostaggi, finisce naufragato su di un pianeta desertico con un simbionte alieno nel corpo. Qui il sito ufficiale in inglese. Per partecipare alla raccolta fondi potete visitare il sito pozible dove si può finanziare il progetto. Ed ecco il cortometraggio...